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La testimonianza di una farmacista vessata dall'Enpaf

Buongiorno, ecco la mia storia:

Mi sono laureata in farmacia a 23 anni nel 1991. Ho lavorato ininterrottamente fino al 2003. Negli anni successivi, sia per motivi familiari, sia dopo la nascita di mia figlia nel 2010, ho avuto dei periodi di "inattività" forzata. Inattività causata ad un certo punto purtroppo anche da gravi problemi di salute, per i quali mi è stata riconosciuta un'invalidità .

Attualmente non sto lavorando da marzo 2017. Recentemente Enpaf mi ha informato che a partire dal 2019 non avrò più diritto al versamento della quota contributiva ridotta dell'85% scrivendomi che "in base all'art.21 del regolamento dell'ENPAF, con il corrente anno, Lei ha esaurito il periodo massimo durante il quale ha potuto fruire della riduzione contributiva in quanto disoccupato temporaneo e involontario.

Ne consegue che a partire dal prossimo anno Le sarà applicata l'aliquota contributiva ridotta del 50%, che viene applicata all'iscritto il quale non svolga attività professionale"
Il mio ordine provinciale mi ha detto che era sufficiente produrre un documento che attestava la mia attuale disoccupazione, per continuare a usufruire della quota ridotta...

Ho scritto ad Enpaf quanto segue:

Buongiorno,
ho ricevuto questa Vs. Lettera che mi dice che l'anno prossimo l'aliquota varierà.
La mia situazione attuale, purtroppo, non è rosea e non lavoro perché ho avuto nel 2014 un brutto e raro cancro al seno e dopo la chemioterapia ho subito ben 4 interventi, uno dei quali ancora a maggio di quest'anno.
Ho l'invalidita' e posso utilizzare la legge 104 ma non mi basta neppure per le visite e i controlli.
Vi chiedo se per i prossimi anni posso ancora usufruire dell'aliquota di riduzione contributiva e pagare quindi come ho fatto negli ultimi anni.
Ringraziando porgo distinti saluti.

La successiva risposta di ENPAF è stata:

Dott.ssa...
con la presente si informa che il Regolamento Enpaf purtroppo non consente deroghe in merito al reintegro contributivo al 50% al termine degli anni di disoccupazione previsti per poter beneficiare di maggior riduzione.
Se il Suo stato di salute la rendesse impossibilitata a svolgere qualsiasi attività professionale, potrà inoltrare domanda di pensione di invalidità Enpaf, utilizzando la modulistica presente online nella sezione documenti/modulistica/pensioni
Distinti saluti
A. P.

In conclusione Enpaf mi chiede di pagare l'aliquota contributiva ridotta del 50% , che nel 2018 è stata 2283,00 Euro, perché negli anni dal 2004 ad oggi ho accumulato 5 anni "ufficiosi" di disoccupazione. Già, ufficiosi, perché, secondo il regolamento, non vengono calcolati i mesi di effettivo lavoro, ma viene considerato come intero anno di disoccupazione quello in cui non si è lavorato almeno metà dei giorni più uno, rispetto al periodo di iscrizione ( nel mio caso sei mesi più un giorno, essendo sempre stata iscritta).

Fermo restando che vorrei mantenere la mia iscrizione all'Ordine perchè spero che le mie condizioni di salute mi permettano di riprendere il lavoro, faccio presente che la cancellazione dall'albo mi precluderebbe la possibilità di esercitare come farmacista e di partecipare ad eventuali concorsi. Mi chiedo come possa esistere un regolamento così assurdo da richiedere il versamento di una quota contributiva così elevata per una persona in stato di disoccupazione.

RingraziandoVi anticipatamente spero che col Vostro aiuto riuscirò ad ottenere la riduzione.

Cordiali saluti
A.G.