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IN RISPOSTA ALLE OSSERVAZIONI DELL'AMICO-ARCHITETTO RICCARDO CARROZZINI

In una moderna società sedicente democratica (nel senso del testo costituzionale,la realtà può apparire diversa) ciascuno di noi manifesta liberamente le proprie convinzioni politiche e le conseguenti scelte elettorali; l'Associazione di cui facciamo parte è stata costituita allo scopo principale di rendere concreta l'applicazione della norma riguardante il cumulo dei periodi contributivi anche per i liberi professionisti, una norma "di civiltà" attesa da troppo tempo e diventata realtà con l'entrata in vigore della legge di bilancio per l'anno 2017.

Ci sono voluti ben dieci mesi perché l'Inps si decidesse ad emanare l'apposita circolare applicativa, e addirittura sedici (sorvolando sulla tragicomica querelle dei 65 euro) perché le singole casse professionali cominciassero a stipulare le necessarie convenzioni con l'Inps, e a tal punto ci si potrebbe chiedere:ma era proprio necessario che ogni cassa si muovesse per conto proprio dal momento che l'Adepp le raggruppa tutte?
Nel frattempo il Comitato che ha preceduto la nascita dell'Associazione si è dato da fare perché venissero rispettate le previsioni di legge rendendole materialmente godibili da parte di coloro che avevano già raggiunto o erano in procinto di raggiungere i requisiti anagrafici e/o contributivi necessari per richiedere la prestazione pensionistica.

Conseguito il primo dei nostri obiettivi, la battaglia si è spostata su un altro fronte, quello della sconfessione "tout court" della famigerata parte della circolare 140/2017 che impedisce di tener conto anche della contribuzione accreditata nelle casse professionali per vedersi riconoscere il diritto al calcolo retributivo della pensione,battaglia ancora in corso che a mio parere può essere vinta se dimostreremo compattezza e unità d'intenti.

Durante tutto questo tempo molte Casse si sono ben guardate dall'accogliere positivamente la novella, ma in molti casi si sono,a spron battuto, precipitate a modificare i propri regolamenti in senso peggiorativo, dando ai nuovi una valenza retroattiva che fa rimpiangere i principi basilari dei sistemi giuridici feudali.

Ecco che al punto in cui ci troviamo le nostre strade divergono, nel senso che contro la circolare Inps dovrebbe sussistere l'unanimità dell'auspicata azione legale, mentre contro le singole casse, proprio perché enti a sé stanti,la battaglia, a mio parere,dovrebbe essere condotta dai singoli iscritti, con il supporto da parte dell'Associazione relativamente alla ricerca degli studi legali, territorio per territorio ove possibile,disposti a difenderli nelle aule giudiziarie a condizioni di favore.

La prima strada ritengo che possa ancora oggi essere perseguita, trattandosi di avere a che fare con un'unica controparte, l'Inps, con un'iniziativa da proporre a livello nazionale (Roma, dove è ubicata la sede centrale dell'Istituto)* chiedendo al giudice di dichiarare l'illegittimità della circolare suddetta nella parte che qui interessa.

La seconda strada, invece, amici e colleghi carissimi, non può generare in capo all'Associazione, oltre alla fraterna solidarietà, l'obbligo di procedere in maniera compatta contro gli organismi previdenziali in malafede, e ciò per un semplice motivo:lo scopo che intendete conseguire, pur sacrosanto e condivisibile, appartiene a voi e solo a voi, non agli altri professionisti iscritti, che non è dato capire per quale motivo debbano sentirsi coinvolti in tale diatriba soltanto perché appartenenti alla stessa Associazione.

Ritengo pertanto sterili le polemiche insorte ultimamente nei gruppi "social" e invito tutti i colleghi, a cominciare dagli ingegneri e dagli architetti, sicuramente tra i più penalizzati dalle modifiche regolamentari post-cumulo, a ripensare alle loro supposizioni e fraintendimenti, utili solo a propagare nell'Associazione un clima di guerra fratricida che non ha alcun senso.

Gerardo DI MURI
1 Febbraio 2019

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