Ultimi aggiornamenti

LA VOCE DELLE CASSE

MONITORIAMO L'INPS E LE CASSE:

se hai finalmente incassato la tua meritata pensione in cumulo, congratulazioni e segnalalo all'Associazione cliccando qui

Hanno finalmente ricevuto la meritata Pensione "qui per i dettagli"

Contatore
counter for website

L'angolo delle fake news

Normative

Informazioni

Tesseramenti

Cumulo tour

Link utili

Quota 100

Per la pensione

Leggi e circolari

APPUNTI PER UNA SERIA RIFORMA DEL SISTEMA PREVIDENZIALE PUBBLICO ITALIANO - SECONDA PARTE

Per ciò che riguarda l'età di pensionamento di vecchiaia e/o anzianità, onde rendere effettiva e non a senso unico la tanto conclamata "flessibilità", una volta stabilita una soglia-limite, anche in questo caso identica per tutti i lavoratori, occorre consentire l'accesso alla prestazione in un arco temporale, precedente e successivo, di almeno dieci anni; per fare un esempio, posto che il limite sia di 65 anni, all'assicurato deve essere garantito il diritto di richiedere la pensione dai 60 ai 70 anni d'età (con un proporzionale decremento/incremento della prestazione da erogare, anche del reddito equivalente europeo, se del caso),in base alle scelte personali indiscutibili e inoppugnabili.

Ciò non toglie che coloro che durante il proprio percorso assicurativo avessero effettuato dei versamenti che consentano di percepire un importo più elevato del minimo garantito possano richiedere la prestazione anche prima dell'età minima prevista (come già previsto nel Regno Unito, anche se sotto forma di restituzione della contribuzione), tenendo conto in questo caso, al fine di stabilire l'importo da erogare, del livello della "speranza di vita", ma solo relativamente al numero complessivo dei già pensionati, e non dell'intera popolazione, come, a mio parere erroneamente, viene oggi presa in considerazione.

Tali principi inderogabili devono riguardare soltanto la sfera pubblica della previdenza, in considerazione di quanto stabilito dalla Costituzione allo scopo di garantire a tutti un livello di vita dignitoso in età avanzata, ma è altrettanto ovvio che debba essere garantita la libertà di esercizio dell'attività previdenziale anche agli enti privati come le società di assicurazione, per chi voglia o possa permetterselo.

Quanto ai professionisti (una ventina di casse per poco più di 1.500.000 iscritti),spiace dirlo, ma il panorama che si ha di fronte è a dir poco sconfortante: una pletora di enti, ciascuno col proprio regolamento,in una giungla così fitta nella quale neppure il più esperto dei cultori del diritto saprebbe districarsi.
Occorre davvero una chiara, decisa potatura,che può provenire non tanto e non solo dal nostro buon senso, ma soprattutto dall'intervento di un sagace legislatore che sappia ascoltare i suggerimenti di chi è costretto a convivere quotidianamente con le difficoltà, talvolta insormontabili, provenienti da uno stratificato coacervo di normucole di sapore medievale.vv Un bell'esempio di semplificazione in tal senso, a dire il vero, ce l'abbiamo già, si tratta della cassa "pluricategoriale", nata sull'onda del rinnovamento apportato nel campo previdenziale dalla riforma Dini; e non farebbe certamente una bella figura chi si ostinasse ad affermare che le casse già da prima esistenti, erogano ancora pensioni calcolate col sistema retributivo/misto, perché, anche a seguito dell'introduzione del cumulo ex L:232/2016 quasi tutte si sono precipitate ad adottare dei nuovi regolamenti che restringono, quando non annullano,le condizioni più favorevoli sin qui godute.

Gerardo DI MURI
26 Gennaio 2019

Riproduzione riservata