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IL RICORSO CONTRO LA CIRCOLARE INPS 140/2017 E LE DELIBERE ILLEGITTIME DELLE CASSE PROFESSIONALI

"Carthago delenda est" Se il Senato Capitolino non avesse prestato ascolto all'invettiva del Censore per antonomasia forse Roma non avrebbe mai conseguito il predominio sul Mare Nostrum.
Allo stesso modo se noi professionisti non ci convinciamo che l'unica soluzione, per ripristinare il diritto al calcolo retributivo della nostra pensione in cumulo con la sommatoria delle contribuzioni presenti nelle diverse gestioni previdenziali, è sferrare un attacco incisivo,non solo a livello giudiziario, contro le famigerata circolare Inps 140 e delibere delle Casse professionali "contra legem", vorrà dire che avremo minato le fondamenta dell'edificio che abbiamo costruito in tanti anni di lavoro nei vari settori dell'economia pubblica e privata.

Due sono le motivazioni principali sulle quali bisogna appuntare la nostra attenzione se si vuole giungere al riconoscimento del nostro diritto nelle aule di giustizia, salvo che non intervenga nel frattempo un'auspicabile presa di posizione parlamentare per il tramite della cosiddetta "interpretazione autentica".
La prima riguarda il fatto che la circolare di cui sopra è palesemente illegittima nella parte in cui ("...ai fini della determinazione dell'anzianità contributiva posseduta al 31 dicembre 1995, deve essere presa in considerazione la sola contribuzione maturata dall'interessato presso l'assicurazione generale obbligatoria...") contrasta in maniera netta con l'inequivocabile dettato della legge di bilancio per il 2013, laddove recita al comma 246: "per la determinazione dell'anzianità contributiva rilevante ai fini dell'applicazione del sistema di calcolo della pensione si tiene conto di tutti i periodi assicurativi non coincidenti accreditati nelle gestioni di cui al comma 239...", comma modificato dall'estensione del cumulo alla contribuzione presente nelle casse professionali, come previsto inoppugnabilmente dal comma 195 della legge di stabilità per il 2017, vale a dire: "All'art. 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, dopo le parole:?e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima?sono inserite le seguenti: ?nonché agli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (cioè la maggior parte delle casse cui siamo stati o siamo ancora iscritti tutti noi)...?

Appare evidente a questo punto che il riferimento dell'Inps all'ex comma 239 per validare la propria interpretazione circa il sistema di calcolo da utilizzare è subdolo, furbescamente malizioso e fuori da ogni logica perché non considera a bella posta la novità dell'allargamento del cumulo alla contribuzione delle cassa professionali. La seconda motivazione è da ricercare nel censurabile comportamento di diverse casse professionali che hanno modificato in pejus i propri regolamenti, col beneplacito dei ministeri vigilanti (sic!), non consentendo la sommatoria delle contribuzioni presenti nei diversi enti gestori di forme pensionistiche per raggiungere il traguardo dei 18 anni al 31.12.1995 richiesti per il riconoscimento del calcolo retributivo della prestazione sino a tutto l'anno 2011. E così come l'Inps ha stabilito l'irrilevanza dei contributi versati presso le Casse ai fini delle determinazione del criterio di calcolo della pensione anche la maggior parte delle Casse ha fatto altrettanto stabilendo l'irrilevanza dei contributi versati nell'Inps (o in altre Casse) per la fissazione delle regole di calcolo della propria quota, in un cortocircuito degno di miglior causa.

I nuovi regolamenti cozzano oltretutto col principio giuridico universalmente riconosciuto del "tempus regit actum" stabilendo in maniera assurdamente punitiva la retroattività delle nuove disposizioni.
Siamo ben consapevoli che il nostro obiettivo sarà probabilmente conseguito se il giudice del lavoro sarà adito non da un gruppo sparuto di professionisti, ma da tutti coloro che si sono visti sottrarre impunemente un diritto sancito da una norma di una chiarezza cristallina.

Gerardo DI MURI

Gennaio 2019

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