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Comunicato stampa del comitato NO ENPAF organizzatore della manifestazione del 3 dicembre

Lunedi 3 dicembre un nutrito gruppo di farmacisti dipendenti e disoccupati ha manifestato presso la sede dell'Enpaf di Roma, contro il doppio obbligo previdenziale e contro il regolamento Enpaf, assolutamente anacronistico, nonostante le modifiche succedutesi negli anni. Il paradosso dell'Enpaf è dato dal fatto che trattandosi di un ente di previdenza e assistenza, finalizzato quindi a fornire una pensione e tutele ai suoi iscritti, in molti casi non fornisce alcuna pensione o esige quote elevate (perdita della riduzione), definite non dal reddito dell'iscritto, ma da criteri regolamentari che penalizzano particolarmente chi non esercita la professione di farmacista o è disoccupato, anche in maniera saltuaria, e rimane iscritto all'albo.

Si tratta di norme nate in passato per dissuadere dall'iscrizione all'albo e quindi anche alla cassa di categoria, chi non esercitava in maniera costante la professione del farmacista, sia all'interno di una anno solare che nell'arco di un quinquennio.
Oggi queste norme sono divenute una pesante scure sul dramma della disoccupazione e del precariato, in quanto il lavoro saltuario è divenuto una realtà consolidata anche per le professioni intellettuali, mentre l'iscrizione all'albo per un laureato rimane un requisito indispensabile per trovare lavoro e dare concorsi.
Alla manifestazione erano presenti alcuni colleghi che hanno testimoniato le loro difficoltà. Tra questi una giovane collega che dopo 5 anni di inattività lavorativa si è vista recapitare 10.000? di cartelle esattoriali Enpaf, ed è ora costretta a pagarle nonostante l'assenza di reddito, e un giovane farmacista costretto a rinunciare a partecipare ai concorsi pubblici per farmacisti in quanto Enpaf esige 4.400? in caso di iscrizione all'albo, da quei laureati che non esercitano la professione.

Presenti anche le colleghe pensionande, a cui è stato negato il riscatto degli anni di laurea, pagato prima del 1988. Nella stessa giornata è giunta notizia dell'iniziativa legale Codacons a supporto dei manifestanti: una diffida contro il doppio obbligo contributivo per i farmacisti dipendenti e disoccupati, reperibile al seguente link. Tutti i farmacisti dipendenti e disoccupati sono invitati quindi a inviare la diffida redatta da Codacons previa una pre iscrizione all'associazione.

Codacons azione farmacisti

RIEPILOGO PRE ADESIONE INIZIATIVA NO ENPAF e DIFFIDA CODACONS la pagina codaconas da dove accedere alla PREADESIONE:

https://codacons.it/azione-farmacisti-abolizione-obbligo-./.

si manda un sms da 2 euro, come indicato, per poter accedere al format da compilare, compilatelo e inviatelo. Una volta inviati i vostri dati (come si fa nell'iscrizione ai corsi ecm fad...), vi arriva in automatico una mail con la DIFFIDA, e con tutte le istruzioni. LA DIFFIDA è da inviare con la pec o raccomandata A/R Vi ricordiamo la pagina dove accedere alla pec.

webmail.pec.fofi.it

ASSO. FANTI SALERNO e CASERTA, AFNT-TO, gruppo facebook farmacisti uniti per abolire l'Enpaf, Associazione Cumulo e Casse.



I farmacisti dipendenti e disoccupati hanno manifestato presso la sede dell'Enpaf, lunedi 3 dicembre, contro l'obbligo previdenziale Enpaf e contro il regolamento dell'ente fortemente penalizzante per le fasce più deboli della categoria come i precari, i disoccupati ed i giovani.
Nell'ambito della manifestazione è avvenuto un incontro tra i farmacisti non titolari col pres. Emilio Croce.

Come facilmente prevedibile il pres. Croce ha rimbalzato le richieste dei farmacisti dipendenti giustificando l'inscindibilità tra l'iscrizione all'albo e l'iscrizione alla cassa Enpaf a causa di una legge che risale al 1946 che coinvolge anche medici e veterinari dipendenti.
Il suggerimento da parte sua è stato quindi quello di adoperarci per una modifica di quella legge.

Consiglio saggio? E' risaputo che Enpam crollerebbe senza il contributo della classe medica dipendente.
Invece ENPAV, già nel lontano 1991, grazie ad una "modifica regolamentare" ha permesso ai dipendenti la cancellazione dalla cassa veterinari.
Ci chiediamo quindi come sia possibile che il presidente dell'Enpaf continui a consigliarci una via assolutamente impraticabile.
L'incontro ha quindi deluso le aspettative di farmacisti non titolari, che non scorgono in Enpaf alcuna volontà di cambiamento a tutela dei più deboli.
Riteniamo utile ricordare invece chi si è interessato alla questione Enpaf negli anni passati fino ad oggi. Ricordiamo l'interrogazione parlamentare dell'onorevole Fredriga nel 2015, la risoluzione Dall'Osso del 2015, l'emendamento Dall'Osso del novembre 2018 e infine la recentissima iniziativa legale Codacons che ha esordito proprio nel giorno della manifestazione nazionale NO ENPAF.